Un luogo affascinante attraverso il quale leggere la storia di Sansepolcro

Antiche mura tra San Puccio e via dei Balestrieri, la valorizzazione di una risorsa storica

Da qualche settimana sono iniziati i lavori che nei prossimi mesi porteranno al pieno recupero dello spazio pensile posto sul tratto di mura urbane che intercorre tra via dei Balestrieri e il parcheggio di San Puccio. Grazie al progetto “Il cammino oltre le mura” questo luogo di grande interesse storico, architettonico ed ambientale potrà a breve diventare fruibile per tutta la cittadinanza: come scritto in precedenza, l’impegno dell’Associazione Massimo Canosci, del Comune di Sansepolcro e della Regione Toscana, punta a raggiungere questo obiettivo attraverso la realizzazione di un giardino che, oltre a garantire pace e relax, possa anche offrire un percorso di intimo dialogo con sé stessi, gli altri e il contesto circostante.

Nel momento in cui il cantiere sta procedendo, potrebbe dunque essere opportuno soffermarsi su alcuni aspetti storici che hanno contribuito ad esaltare il fascino di questo spazio. L’attuazione del progetto sopra ricordato consentirà, infatti, di porre ancor più in risalto le peculiarità di un luogo che, al fine di garantire una difesa alla città, è stato letteralmente plasmato dalle vicissitudini e dalle vicende che si sono susseguite nel corso dei secoli. In origine il primo intervento che riguardò quest’area risale alla prima metà del XIII secolo, quando fu realizzata la cinta muraria che ancora oggi segna il perimetro settentrionale del centro storico. In seguito, se si escludono alcune opere di manutenzione volute dai Malatesta alla fine del XIV secolo, tale struttura difensiva fu interessata da un’importante opera di ristrutturazione e consolidamento dopo che Sansepolcro, l’anno successivo della Battaglia di Anghiari (1440), entrò sotto il controllo di Firenze: tra gli anni ‘40 e ‘70 del Quattrocento il lato settentrionale delle mura cittadine, quindi anche la sezione interessata dal progetto del giardino, fu rafforzato per garantire la necessaria protezione nei confronti di possibili nemici che, giungendo dalla collina, potevano essere di difficile avvistamento. In quel periodo si decise dunque di ampliare il fossato con la realizzazione di una controscarpa e di riparare le antimura, ovvero la cinta muraria più bassa ed esterna che si dislocava di qualche metro dalle mura vere e proprie.

La doppia struttura muraria, come si può vedere ancora adesso, generava un’intercapedine larga circa 14 metri che poi, a metà del secolo successivo, fu riempita di terra fino a formare un parapetto. In quello stesso periodo le mura interne furono abbassate alla stessa altezza delle antimura, facendo assumere all’intera struttura difensiva l’assetto che è tuttora visibile (questo non avvenne nel lato meridionale attualmente occupato dagli orti sociali, dove le mura mantengono un’altezza maggiore delle antimura).

Gli interventi di rafforzamento appena descritti seguirono quelli che portarono alla realizzazione della fortezza e furono concomitanti a quelli che dotarono il Borgo dei baluardi del Riccio e San Nicola, nonché, subito dopo, delle piattaforme di cui furono corredati i lati lunghi del perimetro urbano (quella settentrionale delimita ancora oggi, a sud-est, l’area del futuro giardino). Tutti questi interventi di fortificazione furono voluti per difendersi dalle più evolute tecniche militarti e per fronteggiare il rischio che gli scontri tra Carlo V e Francesco I potessero localmente generare pericoli e ripercussioni. In seguito, sempre per motivi di sicurezza, Cosimo I de’ Medici dispose di abbattere borghetti, castelli e complessi monastici ubicati al di fuori del centro storico.

Nel corso del Ottocento e del Novecento diversi tratti della cinta muraria, a partire da quelli in prossimità delle antiche porte, furono parzialmente abbattuti per rendere, secondo la logica del tempo, più funzionale il centro cittadino. Anche il fossato fu gradualmente ricoperto, lasciando spazio ad are verdi o, come nel caso di San Puccio, a parcheggi. Fortunatamente il vorticoso periodo di sviluppo vissuto da Sansepolcro non ha intaccato la sezione muraria con il terrapieno dove sorgerà il giardino, anche se dopo decenni di incuria ed abbandono il processo di riqualificazione sta comunque richiedendo interventi piuttosto importanti. In questa prima fase il lavoro si è peraltro concentrato sull’abbattimento delle barriere architettoniche, così da garantire un comodo accesso attraverso un percorso ricavato dal vecchio scannafosso della vicina Casa degli Artisti e dall’istallazione di un ascensore.

Completata questa prima fase di lavoro si procederà alla sistemazione del giardino, attingendo ai fondi stanziati dalla Regione, dal Comune e dall’Associazione Massimo Canosci. Tuttavia per ultimare il progetto manca ancora una parte di copertura economica che dovrà formalmente essere fornita proprio dall’associazione, ovvero da un soggetto senza fine di lucro le cui uniche entrate sono costituite dalle sottoscrizioni dei soci e da eventuali donazioni liberali. Per tale motivo, in questa fase in cui i lavori stanno avanzando piuttosto celermente, la stessa realtà associativa rinnova l’appello a prendere parte attivamente a questo progetto affinché, attraverso un sostegno anche poco più che simbolico, si possa compiere l’ultimo passo che consentirà di realizzare un obiettivo di grande rilevanza per tutta la collettività.

Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina Facebook dell’associazione.

di:

Gabriele Marconcini


Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *